BCF: cos’è e come utilizzarlo correttamente
Il BCF è uno standard aperto sviluppato da buildingSMART International per facilitare lo scambio di informazioni e la gestione delle problematiche legate ai modelli BIM. Ma perché e come si usa?

È una normale giornata di coordinamento interdisciplinare. Si apre il modello federato, si avvia un controllo delle interferenze e, dopo qualche secondo il software restituisce un risultato: 247 clash. Tra questi, una canalizzazione impiantistica che attraversa una trave strutturale: un'interferenza piuttosto evidente, che deve essere comunicata al progettista degli impianti. Come procedere?
Si potrebbe catturare uno screenshot, disegnare una freccia rossa per evidenziare il problema e allegarlo a una mail, indicando che la problematica si trova al secondo piano, vicino al corridoio. Il progettista potrebbe aprire la comunicazione, cercare il corridoio, individuare la trave e provare a riconoscere la canalizzazione. Ma i corridoi sono diversi, le travi si assomigliano e risulta difficile identificare puntualmente l’interferenza. E se fosse possibile trasmettere non soltanto la descrizione del problema, ma anche la sua posizione esatta all'interno del modello?
È in questo contesto che trova applicazione il BCF. Un formato file, su base xml, che non si limita a descrivere un'interferenza, ma permette di condividere segnalazioni associate ai modelli BIM, comprensive di viste tridimensionali, riferimenti agli elementi coinvolti, immagini e commenti. A queste informazioni possono inoltre essere associati dati gestionali, quali priorità, stato di avanzamento e soggetto incaricato della risoluzione. Ogni segnalazione prende il nome di issue e rappresenta una problematica da affrontare, verificare e risolvere.
Il vantaggio? Chi riceve la segnalazione può individuare gli elementi interessati nel modello, senza dover ricostruire manualmente il contesto del problema.
E soprattutto, può farlo anche utilizzando un software diverso da quello con cui il BCF è stato creato.
Perché è nato il BCF?
Con la diffusione del BIM, l'interoperabilità tra differenti piattaforme software ha assunto un ruolo sempre più centrale. L'introduzione dell'IFC ha costituito un'evoluzione significativa: un formato aperto attraverso il quale scambiare modelli e informazioni indipendentemente dai software di authoring. Tuttavia, la condivisione di un modello non garantisce, di per sé, riuscire a comunicare in modo efficace le problematiche che lo riguardano.
Da questa esigenza, a partire dal 2009, si è sviluppato il BCF, successivamente standardizzato nell'ambito di buildingSMART International. I due formati assolvono pertanto a funzioni complementari: l'IFC permette di condividere il modello e i suoi dati; il BCF permette di condividere le osservazioni sul modello.
Come funziona, concretamente?

Utilizzando un software di model checking ad esempio: @Solibri, @BIMPLUS, … il BIM Coordinator può rilevare l’interferenza e generare una segnalazione BCF. Alla segnalazione possono essere associati un titolo, una descrizione del problema, gli elementi coinvolti, una vista tridimensionale, il professionista responsabile e una priorità. Il BCF viene quindi condiviso con il progettista, che può aprirlo in un ambiente compatibile e richiamare gli elementi segnalati nel proprio modello, purché siano disponibili i riferimenti corretti. Il progettista incaricato procede quindi nel software di authoring, apporta le necessarie modifiche al modello disciplinare ed aggiorna lo stato della segnalazione.
Il coordinatore, ricevuto il modello aggiornato, accerta il superamento della non conformità rilevata e può procedere alla chiusura dell'issue.
Il BCF diventa così uno strumento che accompagna l'intero processo: dall'individuazione di una criticità alla verifica della sua risoluzione.
Un BCF per ogni interferenza?
Non necessariamente. La gestione delle issue richiede infatti l’adozione di un metodo condiviso e la definizione di criteri di classificazione e aggregazione coerenti con le esigenze del coordinamento.
Un controllo automatico potrebbe restituire una moltitudine di interferenze. La generazione di altrettante segnalazioni sarebbe tecnicamente possibile, ma sarebbe davvero utile?
Se venti interferenze derivano da un unico errore nella quota delle canalizzazioni, potrebbe essere più efficace raggrupparle in una segnalazione strutturata, identificando chiaramente tutti gli elementi interessati. Al contrario, problematiche differenti, che richiedono interventi o responsabili diversi, dovrebbero essere gestite separatamente. Il criterio non è creare un BCF per ogni errore, ma una segnalazione per ogni problema chiaramente identificabile, assegnabile e verificabile.
Individuare automaticamente centinaia di clash è relativamente semplice. Interpretarli, distinguerli e organizzarli in attività realmente utili è invece parte del lavoro del BIM Coordinator. Il valore del processo non sta nella quantità delle segnalazioni prodotte, ma nella loro efficacia.
Non solo clash detection
Sebbene il BCF venga spesso associato alle interferenze geometriche, il suo ambito applicativo è decisamente più esteso. Durante la progettazione può essere impiegato per segnalare incongruenze tra discipline, elementi privi delle informazioni richieste, classificazioni errate o aspetti progettuali da approfondire.
E in cantiere?
Il BCF può supportare la gestione delle difformità tra modello e opera realizzata, il coordinamento delle modifiche e le attività di aggiornamento dell'As-Built. In sostanza, può essere utilizzato ogniqualvolta sia necessario associare una comunicazione a uno o più elementi del modello. Resta naturalmente uno strumento di coordinamento informativo: non sostituisce ordini di servizio, approvazioni o altri atti formali eventualmente previsti dal processo.
Quali sono i limiti?
L'introduzione dei BCF può contribuire in misura significativa all'efficienza del coordinamento, ma non è sufficiente adottare uno strumento digitale per ottenere automaticamente un processo efficiente. Una prima criticità è rappresentata dalla proliferazione delle segnalazioni, trasformando la piattaforma di coordinamento in un archivio difficile da gestire. Un ulteriore aspetto riguarda la chiara attribuzione delle responsabilità: chi crea una issue? Chi deve risolverla? Chi ne verifica la correzione? E chi è autorizzato a chiuderla? Senza regole condivise, anche gli strumenti più avanzati possono risultare inefficaci.
Esistono poi alcune criticità tecniche. I BCF possono fare riferimento agli oggetti del modello attraverso identificativi univoci, i GUID. Se questi cambiano durante gli aggiornamenti o le esportazioni IFC, il collegamento tra segnalazione ed elemento potrebbe non funzionare correttamente.
Risulta pertanto essenziale adottare procedure condivise, verificare la compatibilità degli strumenti e mantenere coerenti i modelli durante lo sviluppo del progetto.
Il vero valore del BCF: non perdere il filo del progetto
In assenza di un sistema strutturato di gestione delle comunicazioni, le informazioni rischiano di disperdersi tra mail, verbali, telefonate e screenshot. Le segnalazioni rischiano di rimanere prive di riscontro, una correzione non viene verificata oppure lo stesso problema viene affrontato più volte. Il BCF consente di strutturare e rendere tracciabile il flusso delle comunicazioni, conservando il collegamento con gli elementi del progetto e rendendo tracciabili osservazioni, responsabilità e stati di avanzamento. Permette di trasformare un problema individuato in un'attività organizzata, comunicabile e verificabile.
Perché, alla fine, la qualità di un coordinamento non si misura dal numero di interferenze individuate o di BCF generati, ma dalla capacità di trasformare ogni segnalazione in una soluzione concreta.
Il BCF non elimina gli errori progettuali, ma contribuisce a evitare che si perdano tra comunicazioni frammentate, responsabilità poco chiare e verifiche incomplete. Perché un buon coordinamento BIM non consiste soltanto nel trovare i problemi, ma nel mettere le persone nelle condizioni di risolverli.

Architetto e libera professione con consolidata esperienza nella progettazione architettonica integrata e nella gestione e coordinamento BIM di opere pubbliche e private, con particolare riferimento a edilizia scolastica, infrastrutture e interventi ad alta complessità.
Certificata nel 2023 come BIM Manager, dal 2025 collabora con Serteco per cui svolge il ruolo di Esaminatore ICMQ per la certificazione Esperto BIM.
È specializzata nella modellazione BIM, nella gestione informativa delle commesse, nella redazione di Offerte di Gestione Informativa per bandi di gara, nel coordinamento interdisciplinare, nel controllo delle interferenze e nel supporto al RUP per la verifica e gestione dei modelli informativi.
Svolge inoltre attività di consulenza, formazione e docenza in ambito BIM, modellazione tridimensionale e grafica digitale, con utilizzo avanzato di software di BIM Authoring e strumenti di coordinamento interdisciplinare.



